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La parola dell’anno 2015? È un emoji…

Squillo di tromba, rullo di tamburi: ecco che arriva “la parola dell’anno 2015”!

Solo che, cos’è? Ecco in effetti non è una parola ma un simbolo, anzi un emoticon o meglio un emoji sì insomma una di quelle faccine gialle che si usano nelle chat.

Secondo l’Oxford Dictionary la parola più rappresentativa dell’anno 2015 è conosciuta come “la faccina che ride fino alle lacrime”, ampiamente usata da tutti gli utenti di smartphone e chat online come WhatsApp, che ha sbaragliato concorrenti del calibro di “rifugiato” e “Brexit” (uscita del Regno Unito dalla UE). Il dizionario inglese motiva la scelta affermando che “è ciò che riflette meglio l’ethos, l’umore e le preoccupazioni del 2015, identificandola come l’emoji più utilizzata a livello globale rappresentando il 20% di tutte le emoji inviate dai britannici e il 17% di quelle inviate dagli americani con un incremento rispettivamente del 4% e del 9% rispetto al 2014.

Cosa ci dice questa scelta sullo stato della lingua e della comunicazione oggi? Non esiste una parola abbastanza valida da superare un emoji? Pensiamo che utilizzare un immagine sia più semplice e immediato per farci capire da tutti a livello globale? A questo proposito vi rimando alla versione inglese di questo articolo per affrontare qui un’altra riflessione. Ma sappiamo davvero cos’è un emoji? E che differenza c’è con emoticon o sono la stessa cosa? Cogliamo quindi l’occasione per spiegare questi termini. Chiariamo subito che Emoji ed Emoticon non sono esattamente la stessa cosa.

Emoticon è una visualizzazione tipografica della rappresentazione di una faccia usata per conferire un’emozione in un mezzo solo testuale. Ad esempio  ; ) o : ( . Si tratta di un tipo di rappresentazione antropomorfica ampiamente usata nella storia dell’umanità ma nell’era di internet la sua nascita è fatta risalire al Settembre 1982 quando l’informatico Scott Fahlman propose di utilizzare : – ) e : – ( per distinguere uno scherzo da una frase seria. Da qui è stato coniato il nome come contrazione di Emotion + icon.

Gli Emoji invece sono stati creati alla fine degli anni ’90 dalla società telefonica giapponese NTT DoCoMo e il nome è la contrazione delle parole e e moji che possiamo tradurre come “pittogrammi”. Gli Emoji sono delle vere e proprie figure di qualsiasi cosa dalle faccine gialle 🙂 ai fiori, animali ecc. e tecnicamente costituiscono un’integrazione al set di caratteri Unicode usato dalla maggior parte dei sistemi operativi.  I computer trattano quindi gli emoji come lettere di un alfabeto non occidentale in particolare come se fossero un carattere giapponese o cinese. Ciò significa che anche il software deve supportare questo carattere altrimenti viene visualizzato un simbolo (in genere un quadratino) o uno spazio bianco. Il nostro messaggio rischia così di diventare incomprensibile, di essere mal interpretato o di perdere la grazia dello spirito. A complicare le cose c’è anche il fatto che la rappresentazione dell’emoji non è la stessa tra le varie piattaforme. Ad esempio l’emoji di Apple per la figura del “ballerino” è un avvenente danzatrice di flamenco mentre nella nuova versione di Android è un informe e sgraziato blob giallo! Occhio quindi ai vostri messaggi figurati!

ballerini

Siamo ancora sicuri che comunicare per immagini sia più chiaro, semplice e immediato?

Leggi anche la versione inglese di questo articolo per una diversa prospettiva sull’uso della parola dell’anno

Letture di approfondimento:

“Oxford Dictionaries Word of the Year 2015” http://blog.oxforddictionaries.com/2015/11/word-of-the-year-2015-emoji/

“Definizioni Emoticon ed Emoji”: http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/emoticon/

“Differenza tra emoticon ed emoji”: http://www.theguardian.com/technology/2015/feb/06/difference-between-emoji-and-emoticons-explained

“Ricerca sull’uso degli emoji”: https://blog.swiftkey.com/word-of-the-year-is-an-emoji/

“Emoji: Apple vs Android”: https://medium.com/matter/lost-in-emoji-translation-apple-vs-android-648fdd57ca25#.da9rhtr3e

 

 

Internationa translation day

Giornata internazionale della traduzione 2015

Si celebra oggi in tutto il mondo la giornata internazionale della traduzione. La giornata è stata istituita dalla FIT (Fédération internationale des traducteurs) nel 1953 in corrispondenza della festa di San Girolamo, il santo patrono dei traduttori.
San Girolamo è stato il primo traduttore della Bibbia dal greco ed ebraico al latino. La stesura dell’opera ha richiesto 23 anni ed è rimasta la traduzione ufficiale della Bibbia fino al Concilio Vaticano Secondo (1962-1965).
Oltre all’importanza in sé della traduzione, San Girolamo è ricordato per il metodo adottato nella stesura dell’opera, ha infatti utilizzato un concetto moderno di traduzione. Con le sue stesse parole:
« Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. »
(Epistulae 57, 5, trad. R. Palla)

Oggi come allora il compito del traduttore è quello di trasmettere il messaggio da una lingua all’altra, attraverso culture e modi di pensare diversi in maniera coerente, comprensibile e in ultima analisi di rendere possibile la comunicazione tra le persone.
Oggi i traduttori hanno a disposizione una serie di strumenti software per lavorare su qualsiasi tipo di formato dal semplice Word fino alle stringhe di software, ai siti internet e alla app. Hanno a disposizione software di controllo non solo dell’ortografia ma anche della terminologia, della coerenza stilistica, dei numeri. Hanno a disposizione risorse per fare ricerche immediate, dizionari, glossari, corpora on-line tutto integrato in un unico ambiente di lavoro per rispondere in modo efficiente alle domande del mercato, sempre le stesse ma sempre più pressanti: velocità, costo, quantità.
Ogni giorno si presentano al traduttore nuove sfide e nuove opportunità per lavorare in modo migliore e più produttivo ma che richiedono anche mentalità aperta, adattamento a nuovi ruoli, nuove abilità da imparare e nuovi strumenti da conoscere e una formazione professionale continua che include anche una perfetta conoscenza della lingua sorgente e di arrivo in tutte le sue sfumature.
Ma la sostanza non cambia.

Il ruolo del traduttore, oggi come migliaia di anni fa, resta quello di aiutare le persone a comunicare. Per il successo di una comunicazione, sia essa in forma scritta o parlata, è indispensabile scegliere la persona giusta con abilità ed esperienza adeguate a veicolare il messaggio integro nel contenuto e in forma corretta al tipo di pubblico a cui è destinato. Il traduttore sa ascoltare e capire le esigenze del cliente e ha bisogno di ricevere da lui informazioni, linee guida e feedback per consegnare un lavoro di qualità conforme alle richieste.
La giornata internazionale della traduzione celebra i progressi e le innovazioni nel settore delle traduzioni e dell’interpretariato ma soprattutto celebra le persone che sono il cuore pulsante della professione e che permettono al mondo di essere un villaggio globale e allo stesso tempo un universo pieno di possibilità nel passato, nel presente e nel futuro.
Grazie a tutti i Traduttori e a tutti gli Interpreti.

Tekom europe roadshow, Bologna 24 Settembre

Per la prima volta in Italia il tekom europe roadshow farà tappa a Bologna il 24 settembre prossimo:  un’intensa  giornata di conferenze rivolta ai professionisti della comunicazione tecnica e un’occasione di scambio, informazione, aggiornamento e networking.

Il tema principale della conferenza ruoterà intorno al concetto di “Intelligent Information” ovvero come rendere disponibili le informazioni agli utenti a seconda del contesto d’uso: informazioni personalizzate al momento giusto, nel posto giusto e con il mezzo preferito.

La giornata prevede un ricco programma di presentazioni di esperti del settore su DITA, sistemi di gestione delle traduzioni con CCMS,  implementazione agile di soluzioni per la comunicazione tecnica oltre a sessioni interattive con molte possibilità di fare networking.

Guarda il programma o iscriviti all’evento

L’evento è stato creato in collaborazione con COM&TEC l’associazione professionale di riferimento per i redattori, traduttori e comunicatori tecnici italiani.

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