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New premises for LEXILAB
Dic 15 2015

Nuova sede per LEXILAB!

Dopo quasi 6 anni di attività una nuova sede per LEXILAB!

Dal 1 dicembre LEXILAB si è trasferita in una nuova sede: un ufficio ampio, luminoso e funzionale ma anche un ambiente rilassante e informale con la giusta atmosfera per stimolare concentrazione e creatività. Passate a trovarci in vicolo del Lavatoio 23 in centro storico a Pordenone.

Tutti i nostri recapiti telefonici e e-mail sono rimasti invariati.

 

Lexilab snc

Vicolo del Lavatoio 23, scala D int. 2

Tel. 0434-012321/012322

Fax 0434-012323

e-mail: trad@lexilab.it – info@lexilab.it

 

 

Nov 18 2015

La parola dell’anno 2015? È un emoji…

Squillo di tromba, rullo di tamburi: ecco che arriva “la parola dell’anno 2015”!

Solo che, cos’è? Ecco in effetti non è una parola ma un simbolo, anzi un emoticon o meglio un emoji sì insomma una di quelle faccine gialle che si usano nelle chat.

Secondo l’Oxford Dictionary la parola più rappresentativa dell’anno 2015 è conosciuta come “la faccina che ride fino alle lacrime”, ampiamente usata da tutti gli utenti di smartphone e chat online come WhatsApp, che ha sbaragliato concorrenti del calibro di “rifugiato” e “Brexit” (uscita del Regno Unito dalla UE). Il dizionario inglese motiva la scelta affermando che “è ciò che riflette meglio l’ethos, l’umore e le preoccupazioni del 2015, identificandola come l’emoji più utilizzata a livello globale rappresentando il 20% di tutte le emoji inviate dai britannici e il 17% di quelle inviate dagli americani con un incremento rispettivamente del 4% e del 9% rispetto al 2014.

Cosa ci dice questa scelta sullo stato della lingua e della comunicazione oggi? Non esiste una parola abbastanza valida da superare un emoji? Pensiamo che utilizzare un immagine sia più semplice e immediato per farci capire da tutti a livello globale? A questo proposito vi rimando alla versione inglese di questo articolo per affrontare qui un’altra riflessione. Ma sappiamo davvero cos’è un emoji? E che differenza c’è con emoticon o sono la stessa cosa? Cogliamo quindi l’occasione per spiegare questi termini. Chiariamo subito che Emoji ed Emoticon non sono esattamente la stessa cosa.

Emoticon è una visualizzazione tipografica della rappresentazione di una faccia usata per conferire un’emozione in un mezzo solo testuale. Ad esempio  ; ) o : ( . Si tratta di un tipo di rappresentazione antropomorfica ampiamente usata nella storia dell’umanità ma nell’era di internet la sua nascita è fatta risalire al Settembre 1982 quando l’informatico Scott Fahlman propose di utilizzare : – ) e : – ( per distinguere uno scherzo da una frase seria. Da qui è stato coniato il nome come contrazione di Emotion + icon.

Gli Emoji invece sono stati creati alla fine degli anni ’90 dalla società telefonica giapponese NTT DoCoMo e il nome è la contrazione delle parole e e moji che possiamo tradurre come “pittogrammi”. Gli Emoji sono delle vere e proprie figure di qualsiasi cosa dalle faccine gialle 🙂 ai fiori, animali ecc. e tecnicamente costituiscono un’integrazione al set di caratteri Unicode usato dalla maggior parte dei sistemi operativi.  I computer trattano quindi gli emoji come lettere di un alfabeto non occidentale in particolare come se fossero un carattere giapponese o cinese. Ciò significa che anche il software deve supportare questo carattere altrimenti viene visualizzato un simbolo (in genere un quadratino) o uno spazio bianco. Il nostro messaggio rischia così di diventare incomprensibile, di essere mal interpretato o di perdere la grazia dello spirito. A complicare le cose c’è anche il fatto che la rappresentazione dell’emoji non è la stessa tra le varie piattaforme. Ad esempio l’emoji di Apple per la figura del “ballerino” è un avvenente danzatrice di flamenco mentre nella nuova versione di Android è un informe e sgraziato blob giallo! Occhio quindi ai vostri messaggi figurati!

ballerini

Siamo ancora sicuri che comunicare per immagini sia più chiaro, semplice e immediato?

Leggi anche la versione inglese di questo articolo per una diversa prospettiva sull’uso della parola dell’anno

Letture di approfondimento:

“Oxford Dictionaries Word of the Year 2015” http://blog.oxforddictionaries.com/2015/11/word-of-the-year-2015-emoji/

“Definizioni Emoticon ed Emoji”: http://www.treccani.it/enciclopedia/tag/emoticon/

“Differenza tra emoticon ed emoji”: http://www.theguardian.com/technology/2015/feb/06/difference-between-emoji-and-emoticons-explained

“Ricerca sull’uso degli emoji”: https://blog.swiftkey.com/word-of-the-year-is-an-emoji/

“Emoji: Apple vs Android”: https://medium.com/matter/lost-in-emoji-translation-apple-vs-android-648fdd57ca25#.da9rhtr3e

 

 

Internationa translation day
Set 30 2015

Giornata internazionale della traduzione 2015

Si celebra oggi in tutto il mondo la giornata internazionale della traduzione. La giornata è stata istituita dalla FIT (Fédération internationale des traducteurs) nel 1953 in corrispondenza della festa di San Girolamo, il santo patrono dei traduttori.
San Girolamo è stato il primo traduttore della Bibbia dal greco ed ebraico al latino. La stesura dell’opera ha richiesto 23 anni ed è rimasta la traduzione ufficiale della Bibbia fino al Concilio Vaticano Secondo (1962-1965).
Oltre all’importanza in sé della traduzione, San Girolamo è ricordato per il metodo adottato nella stesura dell’opera, ha infatti utilizzato un concetto moderno di traduzione. Con le sue stesse parole:
« Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l’ordine delle parole è un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. »
(Epistulae 57, 5, trad. R. Palla)

Oggi come allora il compito del traduttore è quello di trasmettere il messaggio da una lingua all’altra, attraverso culture e modi di pensare diversi in maniera coerente, comprensibile e in ultima analisi di rendere possibile la comunicazione tra le persone.
Oggi i traduttori hanno a disposizione una serie di strumenti software per lavorare su qualsiasi tipo di formato dal semplice Word fino alle stringhe di software, ai siti internet e alla app. Hanno a disposizione software di controllo non solo dell’ortografia ma anche della terminologia, della coerenza stilistica, dei numeri. Hanno a disposizione risorse per fare ricerche immediate, dizionari, glossari, corpora on-line tutto integrato in un unico ambiente di lavoro per rispondere in modo efficiente alle domande del mercato, sempre le stesse ma sempre più pressanti: velocità, costo, quantità.
Ogni giorno si presentano al traduttore nuove sfide e nuove opportunità per lavorare in modo migliore e più produttivo ma che richiedono anche mentalità aperta, adattamento a nuovi ruoli, nuove abilità da imparare e nuovi strumenti da conoscere e una formazione professionale continua che include anche una perfetta conoscenza della lingua sorgente e di arrivo in tutte le sue sfumature.
Ma la sostanza non cambia.

Il ruolo del traduttore, oggi come migliaia di anni fa, resta quello di aiutare le persone a comunicare. Per il successo di una comunicazione, sia essa in forma scritta o parlata, è indispensabile scegliere la persona giusta con abilità ed esperienza adeguate a veicolare il messaggio integro nel contenuto e in forma corretta al tipo di pubblico a cui è destinato. Il traduttore sa ascoltare e capire le esigenze del cliente e ha bisogno di ricevere da lui informazioni, linee guida e feedback per consegnare un lavoro di qualità conforme alle richieste.
La giornata internazionale della traduzione celebra i progressi e le innovazioni nel settore delle traduzioni e dell’interpretariato ma soprattutto celebra le persone che sono il cuore pulsante della professione e che permettono al mondo di essere un villaggio globale e allo stesso tempo un universo pieno di possibilità nel passato, nel presente e nel futuro.
Grazie a tutti i Traduttori e a tutti gli Interpreti.

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