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Ott 01 2021

GOYA: QUANDO, TUTTO ORECCHI, ASCOLTI UNA BELLA STORIA

La parola Goya indica quel senso di abbandono dentro un sogno, un sentimento di incredulità, meraviglia, stupore da cui ci lasciamo pian piano trasportare quando incontriamo qualcosa di bello, quando ascoltiamo una storia che ci porta nel mondo della fantasia, che rapisce i nostri sensi aprendo le porte di un’altra dimensione lontano da tutto ciò che è materiale e reale.

In italiano non c’è un termine per indicare questo concetto e quindi dobbiamo usare un’approssimazione e ricorrere a una similitudine, a un’associazione. “come se” per avvicinarlo a qualcosa di conosciuto. Anche se non abbiamo un nome per definirla, ciò non significa che non siamo in grado di provare questa sensazione.

Abbiamo bisogno di momenti Goya nella nostra vita, di riscoprire il mondo con gli occhi di bambino e di essere vicini alla nostra essenza e a quella parte tenera di bambino che è in noi.

 

Dagh Dehlvi poeta indiano del XIX secolo, ci regala un mirabile esempio d’uso in questa delicata poesia. Dehlvi è famoso per i suoi ghazals, brevi componimenti poetici tipici della letteratura islamica di argomento amoroso che potremmo paragonare ai sonetti del nostro dolce stil novo.

Traslitterazione:

Bhare hain tujh mein woh lakhon hunar ae Majma-i-Khoobi

Mulaqati tira goya bhari mehfil se milta hai.

English translation:

Filled in you are tens of thousands of talents, O Collection of Greatness,

A visitor to you feels as if he meets a gathering.

 

In te albergano decine di migliaia di talenti, una raccolta di Grandezza,

Chi ti visita si sente come se incontrasse una moltitudine

Set 01 2021

OHI OHI KUMMERSPECK!

Kummerspeck, termine tedesco che indica il rimpinzarsi di cibo per far fronte alle emozioni negative che si provano dopo una rottura sentimentale, per trovare consolazione e gratificazione alleviando lo stato d’animo infelice.

Il termine è composto da due sostantivi: Kummer che significa tristezza e speck che significa pancetta

Mentre altre lingue usano lunghe espressioni o intricati giri di parole, la lingua tedesca ha questa straordinaria capacità di riunire concetti complessi in un unico termine formando parole composte che risultano essere sintetiche ed estremamente efficaci soprattutto quando si tratta di descrivere stati d’animo, sensazioni, modi di pensare.

È un modo molto pratico e pragmatico di poter parlare delle cose che ben riflette la visione della realtà tedesca di razionalizzare, dare un ordine alle cose e di avere strumenti (parole) per poterne parlare. Avere una parola per descrivere un sentimento complesso è un modo per ridurre l’incertezza che si prova in una situazione ambigua e sconosciuta e portarla in una dimensione di consapevolezza e controllo.

Ecco qualche altro esempio di parole composte tedesche per descrivere degli stati d’animo complessi.

Erklärungsnot: letteralmente nessuna spiegazione, vale a dire l’ansia di non essere in grado di dare una spiegazione in un momento di forte stress emotivo. È il sentimento che si prova in situazioni di particolare imbarazzo o di fronte ai grandi quesiti esistenziali della vita.

Futterneid: invidia del cibo altrui. Quando al ristorante il piatto ordinato dal vostro commensale è molto più appetitoso del vostro e vi sentire frustrati per la scelta che avete fatto.

Schadenfreude: indica quel piacere sottile che a volte si prova fi fronte alle sfortune di altre persone senza sapere perché. È un sentimento difficile da formulare, a volte si prova ma ci si vergogna ad ammetterlo.

Adesso tutte le volte che proviamo un sentimento che non sappiamo bene come chiamare, sappiamo che possiamo andare a vedere se i tedeschi hanno già coniato un termine!

Ago 01 2021

QUANDO LE SOLITE IDEE NON BASTANO, È IL MOMENTO DI PENSARE JUGAAD

Ovvero l’arte di arrangiarsi: creare qualcosa di nuovo con quello che si ha a disposizione, o trovare un’idea, un espediente, una scorciatoia per risolvere un problema. Jugaad deriva all’hindi e indica un rimedio improvvisato nato dalla necessità. Il termine viene usato spesso per indicare l’ingegnosità di quei mezzi di trasporto improvvisati tipici della cultura rurale indiana dove ad esempio la bicicletta viene usata per trasportare qualsiasi cosa, automobile inclusa, o il manubrio di un motorino può servire come aratro.

Jugaad significa quindi trovare una soluzione innovativa, velocemente, in modo creativo e improvvisato, a basso costo, senza seguire processi rigorosi, prendendo gli oggetti e le risorse a disposizione e utilizzandoli con funzioni diverse da quelle per cui sono stati pensati.

Pensare Jugaad è un’arte, una mentalità, una cultura, un modo di fare innovazione senza fare ricorso a innovazioni tecnologiche. Il risultato non sarà perfetto, trendy, distintivo ma è veloce, pratico, economico e permette di fare di più con meno.

Questo modo di risolvere i problemi è tipico dei paesi con scarse risorse e molti bisogni da soddisfare. Ricorda però molto anche il modo di pensare tipico di noi italiani, quell’arte di arrangiarsi, di uscire dalle situazioni di difficoltà con un guizzo, un’idea geniale, una trovata, un equilibrismo. La nostra straordinaria capacità di innovazione e di trovare soluzioni alternative ha fatto parlare di sé con l’ormai famosa maschera per l’ossigeno fatta con una maschera da sub che all’inizio della pandemia ha fatto il giro del mondo: una soluzione ingegnosa, rapida e a basso costo che serviva allo scopo.

Questa storia potrebbe trovare spazio nel libro di Navi Radjou, Jaideep Prabhu, Simone Ahuja “Jugaad Innovation” che tratta proprio questo tema. Il libro è di qualche anno fa, ma è più che mai attuale in questo momento storico in cui è fondamentale un cambio di paradigma del sistema economico e sociale: perseguire un modello che sia sostenibile, evitando gli sprechi, riutilizzando e rimettendo in circolo le risorse già disponibili. Gli elementi chiave del concetto di jugaad sono frugalità, intesa come utilizzo di risorse esistenti in modo creativo all’insegna di semplicità e fruibilità, e inclusione dal basso per dare voce a tutte le persone come fonte inesauribile di stimoli e idee.

La maschera da sub come respiratore per l’ossigeno è un esempio straordinario di ingegno, creatività, collaborazione e tecnologia. Unire la mentalità jugaad fatta di frugalità e semplicità tipica dei paesi più poveri e l’evoluzione tecnologica dei paesi occidentali potrebbe portare a un cambiamento culturale di mutuo beneficio per entrambe le parti.

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