Blog

Apr 23 2021

Il networking ti intimidisce? Rompi il ghiaccio con Mamihlapinatapei

Mamihlapinatapei Deriva dallo yahgan o yamana una lingua parlata dalla popolazione indigena della Terra del fuoco in Sud America e indica lo sguardo reciproco, silenzioso ma carico di significato tra due persone entrambe desiderose di iniziare qualcosa ma che hanno paura a farlo e nessuno dei due vuole fare la prima mossa. Con una spiegazione così lunga Mamihlapinatapei è il paradigma delle parole intraducibili e infatti è presente nel libro dei Guiness dei primati come il termine più sintetico e difficile da tradurre al mondo.

Il termine è stato citato da Thomas Bridges, missionario anglicano che nella seconda metà dell’ottocento ha vissuto per un ventennio con gli indigeni compilando anche un dizionario Yahgan-Inglese di 32.000 lemmi. Curiosamente questo termine non compare nel dizionario e pare che nessun parlante della lingua yahgan attualmente vivente lo abbia mai sentito pronunciare.

Secondo altri studiosi il termine si riferisce al momento di riflessione quando intorno al fuoco le persone più anziane trasmettono i loro racconti ai più giovani, il momento in cui tutti sono in silenzio.

È indubbio però che il termine sia molto affascinante, per il suo significato romantico e l’alone di mistero che lo avvolge. È stato infatti citato anche al cinema nel docu-film di Ridley Scott Life in a Day, nel libro sulla teoria dei giochi di Len Fisher e dal cantautore statunitense Ronny Cox e dal jazzista argentino Javier Girotto.

A noi sembra la parola adatta da dire per rompere il ghiaccio in quegli eventi a cui si viene invitati e non si conosce nessuno. Dire a qualcuno questa parola non può che suscitare curiosità e spiegarne la storia è un ottimo modo per iniziare una conversazione e andare avanti a parlare di lingue, imbarazzo, coraggio, viaggi in Sud America, musica, cinema, jazz, giochi, traduzioni…

Mar 20 2021

Tira fuori il tuo Sisu e nessuno ti potrà fermare

Sisu è un termine della lingua finlandese che indica la forza interiore di questo popolo di andare oltre i propri limiti, la perseveranza di fronte all’avversità di quella che nel Rapporto annuale sulla felicità è risultata per ben due anni di seguito  la nazione più felice al mondo.

Sisu è il “turbo” che mettiamo quando pensiamo di non avere più la forza per andare avanti. Viene dalla parola finlandese per intestino, viscere o interno, qualcosa quindi d’istintivo, che viene dal profondo e il termine è usato anche con il significato di “avere fegato”. Questo intimo legame tra emozioni profonde e intestino è stato confermato anche dalla scienza che definisce l’intestino come il secondo cervello dell’uomo. Anche l’anatomia è cultura.

Sisu ha anche una parte importante nella storia della Finlandia: è lo spirito che ha guidato i finlandesi dopo l’indipendenza dalla Russia nel 1917 e ha caratterizzato la nazione nel suo nuovo percorso indipendente, sostenendo la resistenza contro l’invasione sovietica nel 1940 come spiega la BBC in quest’articolo. Sisu è usato anche in senso meteorologico: i finlandesi resistono al freddo e ad un meteo estremo. Non a caso è stato dato il nome Sisu ad una montagna nell’Antartide.

Sisu ha catturato l’immaginazione delle persone in tutto il mondo e sono disponibili molti libri che parlano di questo concetto. Jesse Karjalainen nel suo libro “Sisu: Resilience Belonging Purpose – The Secrets of Finland’s can-do” descrive il Sisu come il coraggio di buttarsi in qualcosa di nuovo, mindfulness e mindset insieme – due parole chiave che sono sempre più ricercate per affrontare con consapevolezza la vita e il nostro futuro. Joanna Nylund invece ci ricorda che tutti abbiamo dentro di noi il Sisu nel suo libro “Sisu: The Finnish Art of Courage”.

L’invito quindi è quello di prendiamo in prestito questo concetto dai finlandesi e di trovare la vostra forza interiore, il vostro Sisu, per affrontare qualunque sfida incontriate nel vostro percorso. Il Sisu vi metterà sulla buona strada per raggiungere i vostri obiettivi con grinta, determinazione e perseveranza.

Globalizzazione significa anche questo: entrare a contatto con altre culture, anche lontane dalla nostra, attraverso la lingua e (e le traduzioni) per assimilare altri punti di vista e ampliare la nostra prospettiva. Il confronto con altri sistemi di pensiero ci permette di migliorare la nostra vita, arricchendoci non solo di nuove strategie o mindset ma anche di parole e concetti per capire e raccontare meglio la nostra storia personale.

In questo TEDxTurku talk Emilia Lahti ci racconta cosa significa sisu, come è diventato la sua filosofia di vita e come ognuno di noi ha accesso a questa forza interiore per affrontare le avversità e portarla nella nostra vita e nelle relazioni con le altre persone al di là di qualsiasi barriera culturale e geografica.

 

Mar 09 2021

Quante sono le cose preziose della vita? Misurale in gurfa

Gurfa è una parola della lingua araba che ha diversi significati e indica “un pugno d’acqua”, “una manciata d’acqua”, “un sorso” oppure “la quantità d’acqua che si può prendere e tenere sul palmo di una mano”.

Quest’ultima è una splendida metafora che mi porta a riflettere sulle cose importanti della vita, le cose essenziali di cui non possiamo fare a meno ma che sono difficili da individuare, confuse in mezzo al chiasso della vita e che hanno bisogno di costante cura e attenzione per non farle scivolare via. Quest’anno, nei mesi di pausa forzata, abbiamo avuto modo di fare una pausa dai nostri ritmi quotidiani frenetici e scanditi da appuntamenti e orari. Per alcuni può essere sembrata una enorme sensazione di vuoto da colmare, per altri è stata occasione di riflettere su quali sono le cose importanti nella vita e di come possiamo fare a meno di molti oggetti e cose materiali ma non di quanto nutre il nostro essere umani: l’affetto dei nostri cari, i libri, il cinema, il teatro, le mostre d’arte che nutrono la nostra anima e il nostro benessere.

Cos’è per noi essenziale? Quanta fatica siamo disposti a fare per cercarlo e conservarlo?

Mi piace condividere questa poesia di David Holper, poeta e scrittore statunitense, che riflette su questo concetto

Gurfa

Imagine, like so many who live
invisible lives, you had to carry your water

each day.  Five gallons in a jerry can for five miles.
It’s a simple formula: shoulder the burden

or die of thirst.  In this way, you might
learn the meaning of what bearing
a handful of water
truly means.

Questa poesia fa parte della raccolta Language Lessons: A Linguistic Hejira, una collezione di 109 componimenti ognuno basato su una parola intraducibile di una lingua straniera e che comprende la definizione del termine e una interpretazione della parola in forma di poesia. Inoltre, le poesie rappresentano i 109 grani del japa mala, la ghirlanda usata nella religione buddista e indù per recitare mantra nel cammino di elevazione spirituale per liberare la mente e ritrovare concentrazione e benessere. Allo stesso modo la raccolta di Holper vuole essere un viaggio di esplorazione delle lingue attraverso le poesie.

Il libro non è ancora stato pubblicato. Io sono curiosa e voi?

 

Pagina 5 di 21« Prima...34567...1020...Ultima »
Per offrirti il miglior servizio possibile, in questo sito utilizziamo i cookies. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso. OK Maggiori informazioni